Il sito Psicologia e dintorni (www.psicologiaedintorni.it) riporta i dati di una statistica dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, relativamente ai problemi di natura psichica nell’infanzia e nell’adolescenza.
Qui, accanto a patologie gravi come l’autismo o i disturbi del comportamento e dell’attenzione, viene lanciato l’allarme su un altro elemento di disagio: la solitudine.
“La solitudine sembra essere il più feroce nemico dei bambini – si legge nell’articolo -, e le conseguenze serissime possono manifestarsi con depressione, disturbi alimentari, ansia; sintomi che possono essere evidenti già in tenera età o restare latenti sino a scoppiare in adolescenza o in età adulta”.
Il fenomeno interesserebbe un bambino su cinque e, naturalmente, “il dito viene puntato contro la disattenzione e contro quel riempire di "cose" dove invece bisognerebbe colmare di affetto”.
Genitori non si nasce. Genitori consapevoli si diventa, anche grazie ad un’autoformazione, che implica più stadi e diversi momenti della vita del bambino, il quale deve sentire di avere accanto a se un riferimento, vero, forte, costante.
“Assume poi – conclude l’articolo - un’importanza decisiva la capacità di raccolta dei segnali e la disponibilità all’ascolto, in modo da affrontare subito il disagio”.
Ma l’obiettivo vero è quello di non arrivare a far nascere il disagio.
Scritto da:
genitoriefigli alle ore ottobre 09, 2007 13:55 |
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